07/04/2010
L'inconsapevolezza del "Ruolo"
Abbiamo aspettato che passasse la Santa Pasqua, prima di commentare un episodio che riteniamo (se risponde a verità) essere di una gravità inaudita. Ci riferiamo alle notizie apprese dagli organi di stampa inerenti gravi e ripetute ingerenze del Sindaco Graci e di qualche suo assessore, nell’attività gestionale del Comando di Polizia Municipale, in occasione del rilascio dell’autorizzazione ad occupare il suolo pubblico per la raccolta di firme organizzata dal gruppo “mettiamoci la faccia”.
Da ciò che si è letto negli articoli del quotidiano la Sicilia, apprendiamo di pressioni, rimbrotti e continue vessazioni, ad opera di Sindaco ed assessore al ramo, all'indirizzo del Comandante Montana e del suo vice, Commissario Giovanna Incorvaia, rei di aver concesso l’autorizzazione del suolo pubblico a dei giovani che avevano promosso una raccolta firme da inviare al Prefetto per stigmatizzare l’assurda situazione in cui si è venuta a trovare la città di Licata.
Pare che l’assessore prima e il Sindaco dopo, con toni particolarmente irritati abbiano chiesto conto e soddisfazione ai vertici della Polizia Municipale per aver concesso, senza averli preventivamente informati e/o ricevuto il loro permesso, il suolo comunale per una manifesta azione contro il Sindaco. Un comportamento ritenuto arbitrario, particolarmente irriguardoso e sleale nei confronti del Capo dell’Amministrazione e per il quale, i due massimi ufficiali, venivano aspramente richiamati.
A poco sono valse le spiegazioni del dirigente e del suo vice, tese a chiarire che tale provvedimento era un semplice atto di ordinaria amministrazione di esclusiva competenza gestionale, ma cosa ancora più importante, l’accoglimento di una richiesta finalizzata all’esercizio del diritto della libertà di manifestazione del pensiero, garantito dall’art. 21 della Costituzione Italiana, oltremodo ribadito dall’art. 9 dello Statuto Comunale.
Il concetto non è servito a placare le ire dei due amministratori, i quali, stando a quanto si dice negli ambienti del comune, hanno continuato a tenere un comportamento vessatorio e per nulla consono al loro ruolo istituzionale di garanti dei principi democratici, tanto da suscitare le vibrate rimostranze da parte dei vertici del comando di P.M., che hanno ritenuto di essere fatti oggetto di indebite pressioni ed infondate illazioni; oltre che all’avvio di un’indagine da parte dei Carabinieri della Compagnia di Licata.
Se tale episodio dovesse risultare fondato ci troveremmo di fronte ad un atto gravissimo, molto più grave ed imperdonabile di quanto fin ora è al vaglio della magistratura. Risulterebbe inaccettabile, scoprire che la massima istituzione comunale insieme ad un suo delegato, si siano resi protagonisti di atti ed azioni tesi ad impedire la libera manifestazione di un fondamentale diritto democratico. Due le ipotesi: - O non sono minimamente consapevoli delle responsabilità e delle prerogative del “ruolo” che sono chiamati a rappresentare; - O sono la rappresentazione più squallida di quella politica grezza, ignorante e prepotente, che tanto danno ha arrecato e continua ad arrecare alla politica seria e costruttiva, che fra mille difficoltà cerca di preservare un barlume di rapporto fiduciario fra istituzioni e cittadini.
Nell'uno o nell’altro caso, nessuna giustificazione potrebbe sminuire la gravità di un simile episodio, che al di là degli eventuali risvolti giudiziari, richiederebbe l’intervento immediato di S.E. il Prefetto, quale rappresentante dello Stato e garante dei principi costituzionali.
Subito dopo gli articoli di stampa al riguardo, ci saremmo aspettati una qualche smentita da parte dell’Amministrazione Comunale; una vibrata protesta all’indirizzo della redazione del quotidiano in questione. Nulla, silenzio più totale, riserbo più assoluto. Quella del silenzio sarà una comoda scelta strategica per una amministrazione che non ha nulla da dire, ma di fronte a simili notizie non si può far finta di nulla.
Come non si può fare finta di nulla e non rispondere ai commenti di autorevoli rappresentanti politici e sindacali della nostra Provincia, ampiamente riportati dalla stampa, che invitano Sindaco ed assessori a dimettersi per ridare alla città e soprattutto ai giovani il senso della legalità e il rispetto verso le istituzioni.
La “consapevolezza del ruolo” imporrebbe queste ed altre risposte, compresa quella a questo mio commento; ma abbiamo, purtroppo, constatato che non è sufficiente vestire i panni del “ruolo” per essere all’altezza del compito, che in ogni caso, necessita di almeno un minimo di statura per indossare certi ambiti panni.
Licata li, 6.04.2010 Angelo Biondi
12:25 Scritto da: angelobiondi | Commenti (0) | Segnala
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